Il phishing è il modo più comune per rubare password e dati aziendali: basta un clic sbagliato. Qui trovi un test sul phishing gratuito, con messaggi da riconoscere e la spiegazione di ogni risposta, da usare nella formazione dei dipendenti o per allenarti da solo.
Perché formare i dipendenti sul phishing
Il GDPR chiede che chi tratta dati personali sotto l’autorità del titolare lo faccia solo se è stato istruito in tal senso (artt. 29 e 32, par. 4), e che il titolare adotti misure tecniche e organizzative adeguate al rischio (art. 32). Insegnare a riconoscere un messaggio truffa è una di queste misure: un dipendente che inserisce la password su una pagina falsa può aprire la porta a una violazione dei dati, che il titolare deve notificare al Garante entro 72 ore quando presenta rischi per le persone (art. 33).
I segnali da riconoscere
Il Garante per la protezione dei dati personali, nella sua scheda sul phishing, indica alcuni segnali tipici:
- un mittente autorevole (banca, ente pubblico, corriere, ufficio interno) con un indirizzo che è solo un’imitazione di quello vero;
- toni intimidatori o urgenti: chiusura del conto, sanzioni, «entro 24 ore»;
- link che portano a un sito diverso da quello che sembra: passando il mouse sopra si legge il vero indirizzo;
- allegati inattesi, che possono contenere programmi capaci di prendere il controllo del computer;
- errori di grammatica, di formattazione o di traduzione.
Lo stesso schema arriva via SMS e chat (smishing) o per telefono (vishing). Codici e password non si comunicano mai a sconosciuti: in caso di dubbio si contatta la banca o l’ufficio con un canale conosciuto.
Come fare il test in azienda
Proietta il test durante la riunione o il corso sulla privacy: ognuno risponde dal telefono, senza installare app, e dopo ogni messaggio si discute la risposta giusta. È il momento per ricordare la procedura interna: a chi segnalare un messaggio sospetto e cosa fare subito se si è cliccato. Le domande sono scritte da Quizhat sulla base delle indicazioni del Garante e del GDPR: non sostituiscono le procedure del tuo datore di lavoro. Per il resto della normativa c’è il quiz GDPR per dipendenti.