La formazione dei lavoratori è un obbligo del datore di lavoro e si fa in orario di lavoro, senza costi per chi la riceve (art. 37 D.Lgs. 81/08). Ci sono però tre canali da conoscere: i fondi interprofessionali, che possono pagare i corsi; la riduzione del tasso INAIL per prevenzione, che premia gli interventi in più rispetto agli obblighi; il Bando ISI, che finanzia investimenti ma non la formazione. Ecco cosa dicono le fonti ufficiali.
Fondi interprofessionali: il canale per pagare i corsi
I fondi paritetici interprofessionali (art. 118 della L. 388/2000) finanziano la formazione continua delle imprese che aderiscono. Si alimentano con il contributo obbligatorio dello 0,30% della retribuzione (art. 25 L. 845/1978), che l’INPS riscuote e trasferisce al fondo scelto dall’azienda. L’elenco dei fondi è sul sito del Ministero del Lavoro.
- Adesione: si fa nella denuncia UniEmens. Per Fondimpresa si sceglie il codice FIMA e si indicano i dipendenti soggetti allo 0,30%; il fondo dice che l’adesione non ha costi aggiuntivi e non va rinnovata.
- Conto formazione: Fondimpresa accantona sul conto dell’azienda il 70% del suo contributo (80% su richiesta), da usare per piani formativi entro i due anni successivi all’accredito.
- Avvisi: con il conto di sistema il fondo finanzia anche piani presentati su avvisi, con regole e scadenze proprie.
La formazione obbligatoria si può finanziare?
Dipende dal regime di aiuti. Le linee guida del Ministero del Lavoro (D.D. n. 227 dell’11/5/2026) dicono che sul conto collettivo la formazione obbligatoria per legge non è finanziabile quando si applica il Regolamento UE 651/2014 (art. 31), mentre è consentita con il regime de minimis. Un esempio concreto: l’Avviso Fondimpresa n. 4/2026 ha un catalogo «Sicurezza Obbligatoria» (formazione generale e specifica, preposti, aggiornamenti) coerente con l’Accordo Stato-Regioni 2025; chi lo usa deve optare per il de minimis, e i piani si presentano dal 1° al 22 dicembre 2026. Ogni fondo e ogni avviso hanno le loro regole: chiedi al tuo fondo prima di iniziare.
INAIL: la riduzione del tasso per prevenzione
Con il modello OT23 l’azienda che ha realizzato interventi di prevenzione in più rispetto agli obblighi di legge può ottenere una riduzione del tasso medio di tariffa, dal 5% al 28% secondo la dimensione. Una sezione intera del modello riguarda formazione, addestramento e informazione. Percentuali, requisiti, scadenza e una stima: riduzione del premio INAIL con l’OT23.
Bando ISI: investimenti sì, corsi no
Il Bando ISI 2025 dell’INAIL (600 milioni, domande dal 13 aprile al 28 maggio 2026) dà contributi a fondo perduto fino al 65% delle spese (80% per l’asse 1.2), fino a 130.000 euro per progetto, per investimenti in sicurezza. Tra le spese non ammesse l’avviso elenca espressamente la «formazione dei lavoratori». Avvisi, modelli e regole cambiano ogni anno: controlla le condizioni in vigore sul sito dell’ente prima di contare su un contributo o su una riduzione.
Cosa tenere pronto, in ogni caso
Fondi e INAIL chiedono prove: programmi, registri presenze firmati, materiali, esiti. Tienile dal primo giorno. Un quiz a squadre a inizio turno coinvolge le persone (vedi giochi sulla sicurezza sul lavoro); la modalità Verifica aggiunge risposte nominative e un report PDF da archiviare con il resto della documentazione.